Il metodo PRE.C.I.SO. per le riqualificazioni energetiche
Molti di voi hanno spesso un budget limitato per la loro ristrutturazione, che non permette di intervenire con una riqualificazione energetica globale. Di conseguenza diventa complicato capire dove e come è meglio spendere in termini di riqualificazione energetica, cosa è strettamente necessario e cosa è meno importante: "faccio prima il cappotto o sostituisco l'impianto termico?"; "meglio cambiare i serramenti o isolare il tetto?"; "mio cugino ha messo il cappotto e adesso è pieno di muffa"...
Per questo abbiamo ritenuto fondamentale utilizzare le nostre competenze per mettere ordine in questa giungla dove ognuno dice cose diverse e spesso in contrasto tra loro. L'idraulico ti convincerà a installare l'impianto a pavimento, ma ovviamente non ti parlerà degli isolamenti; il serramentista ti farà installare gli infissi più costosi, magari con la "microventilazione", ma ovviamente non ti parlerà degli isolamenti; qualsiasi termotecnico ti dirà che il metodo più veloce ed economico per alzare la classe energetica è installare una pompa di calore, ma probabilmente non ti dirà che la stessa classe energetica non è indicativa dei consumi della tua casa. Tuo cugino, che fa il rappresentante di aspirapolveri, ti convincerà a fare come ha fatto lui, anche se non sa bene cosa ha fatto. Insomma ti è già passata la voglia di ristrutturare!
Questo succede perchè tutti conoscono bene il proprio orticello, ma pochi hanno una visione di insieme dell'edificio come un sistema unico costituito da involucro e impianti.
Rilassati! Per questo ci siamo noi. Di queste questioni non dovrai più preoccuparti con il nostro metodo PRE.C.I.SO. per le riqualificazioni energetiche. Continua a leggere per capire bene come funziona e cosa è davvero importante quando ti approcci a ristrutturare il tuo immobile!
Il metodo PRE.C.I.SO. si divide in 4 step di intervento in ordine dal più leggero, quindi anche economico ma più importante (anzi obbligatorio!), al più invasivo e costoso ma anche quello che darà più benefici a te in termini di benessere e risparmio sulle bollette future e all'ambiente in termini di riduzione di Co2.
Il metodo PRE.C.I.SO. è pensato per poter utilizzare in unico intervento tutti gli step o solo alcuni (sempre in ordine!), oppure per poter suddividere nel tempo i singoli step, permettendoti di intervenire appunto "a step".
Ma ti starai chiedendo: quali sono questi step? Eccoli:
- PREvenzione dalle muffe
- Comfort
- Impianti innovativi
- SOstenibilità ambientale
Andiamo ora ad analizzarli uno per uno!
STEP 1: PREvenzione dalle muffe (obbligatorio!)
La normativa impone che siano assicurate all'interno dei locali le condizioni minime di igiene e salubrità, in particolare che sia verificata l'assenza del rischio di condensa interstiziale e muffa superficiale sulle strutture componenti l'involucro (pareti, soffitti, pavimenti). Per cui è obbligatorio applicare questo step di intervento: sia perchè ce lo dice la normativa, ma anche perchè ne va della tua salute! E al giorno d'oggi sono sulla bocca di tutti le frequenti cause civili per la presenza di muffe successive ai lavori di ristrutturazione. Non vorrai mica che capiti anche a te!
A breve pubblicherò un articolo che spiega tecnicamente quali sono i fenomeni scientifici che portano al verificarsi della muffa. Per ora ti basterà sapere quali sono i due parametri tecnici da tenere d'occhio:
- la temperatura superficiale di tutte le superfici costituenti l'involucro (pareti, soffitti, pavimenti),
- l'umidità relativa interna all'interno dei locali.
In ambienti a temperatura interna dell'aria a 20°C, il rischio di muffa superficiale si verifica quando la temperatura superficiale in quel determinato punto è inferiore a:
- 17° C in assenza di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC)
- 12,7° C in presenza di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC)
Per tenere alte le temperature superficiali l'unico modo è isolare tutte le superfici verso esterno o locali non riscaldati, internamente o esternamente, solitamente almeno con 5 cm di materiale isolante, in presenza di VMC. E isolare anche i ponti termici allo stesso modo! Altrimenti si verificherà la muffa proprio in corrispondenza del ponte termico. Nel mese di gennaio una superficie non isolata (o un ponte termico non risolto) raggiunge i 9° C di temperatura superficiale.
In questo step è possibile non isolare la stratigrafia di pavimento controterra, poiché solitamente nel Nord Italia il terreno presenta già temperature attorno ai 12° C.
Perchè la VMC cambia la temperatura superficiale minima ammissibile?
Perché interviene controllando il livello di umidità interna, solitamente attorno al 50%. Secondo il diagramma psicometrico di Mollier infatti se l'umidità relativa interna si alza, conseguentemente si alza anche la temperatura minima per evitare la formazione di muffa.
La VMC mediante i sensori di umidità e Co2 si attiva quando necessario ventilando gli ambienti: questo fa sì che si abbassi il livello di umidità interna, oltre che assicurare un idoneo ricambio d'aria.
Altrimenti bisognerebbe aprire le finestre completamente (non solo a ribalta) per 5-10 minuti, 2-3 volte al giorno, creando correnti d'aria trasversali, ma chi è a casa tutto il giorno e così ligio al dovere? Io non conosco nessuno che lo fa, nemmeno mio cugino!
Ecco perchè spesso si forma la muffa non appena vengono sostituiti i serramenti: mentre i vecchi infissi permettevano una ventilazione continua dei locali attraverso gli "spifferi", le nuove finestre hanno una buona tenuta all'aria e non assolvono più questa funzione.
Infatti per Passivhaus la VMC è sempre obbligatoria, soprattutto in caso di sostituzione degli infissi in una ristrutturazione "step by step".
Sui benefici della VMC, e sul perchè anche noi riteniamo che sia una soluzione imprescindibile soprattutto nelle ristrutturazioni, torneremo in un articolo a parte, trattando anche il tema dell'inquinamento dell'aria interna, sempre superiore a quello dell'aria esterna nelle abitazioni.
Riassumendo, nello STEP 1 di PREvenzione dalle muffe, è necessario:
- isolare tutte le superfici e i ponti termici verso esterno o locali non riscaldati con uno spessore di isolamento minimo, interno o esterno
- installare un sistema di Ventilazione Meccanica Controllata
STEP 2: Comfort termico
Scongiurati i rischi per la salute, abbiamo un involucro debolmente isolato, la classe energetica è già aumentata, le bollette si sono già abbassate e in casa si sta già meglio di prima. Se abbiamo installato una VMC abbiamo anche un'ottima qualità dell'aria. Quindi la tua casa ora è salubre, molto più della media, ma sarà confortevole?
Vediamo ora come funziona il comfort termico. Il comfort termico interno è costituito dai seguenti parametri fisici, gli stessi che puoi trovare anche all'esterno:
- temperatura dell'aria
- temperature superficiali
- umidità dell'aria
- velocità dell'aria
- irraggiamento
Ognuno di questi parametri concorre a modificare le nostre sensazioni di "freddo" e di "caldo", anche se normalmente l'unico parametro che possiamo modificare all'interno dei locali è la temperatura dell'aria.
TEMPERATURA DELL'ARIA
E' quella che impostiamo sul termostato ambiente del nostro impianto (se c'è) e si può misurare con un semplice termometro. Se percepisco freddo la alzo, se percepisco caldo la abbasso. Tanti pensano sia l'unico parametro che comanda il nostro benessere termico. Ma allora perchè ho più freddo se mi avvicino ad una finestra ed ho più caldo se mi avvicino ad un caminetto, a parità di temperatura dell'aria?
E perchè in una casa ben isolata sto bene con una temperatura dell'aria impostata a 18°, mentre in una casa non isolata ho freddo con una temperatura dell'aria impostata a 25°?
TEMPERATURE SUPERFICIALI
Eccole di nuovo, sono sempre in mezzo alle scatole! Ne abbiamo già sentito parlare nel primo step, dov'erano molto importanti. Ed effettivamente anche in questo step sono le protagoniste!
Statisticamente è stato calcolato che il mio corpo percepisce una situazione di comfort termico quando tra tutte le temperature delle superfici che mi circondano c'è una differenza massima non superiore ai 4° C (secondo Passivhaus, addirittura 2,5° C secondo CasaClima). Se questo non avviene, inevitabilmente il mio corpo continuerà a cedere calore alle superfici a bassa temperatura che mi circondano, quindi percepirò freddo e alzerò (forse all'infinito) la temperatura dell'aria sul mio termostato.
L'unico modo per alzare le temperature superficiali è come sempre: isolare! Sarà opportuno calcolare la quantità di isolamento, interno o esterno, necessaria per raggiungere su tutte le superfici e i ponti termici verso esterno, verso locali non riscaldati e anche verso il terreno (questa volta!) una temperatura superficiale di almeno 16° C, considerando una temperatura dell'aria di 20° C.
E' inoltre necessario installare nuovi infissi con triplo vetro (doppia vetrocamera) per far sì che la superficie interna del vetro raggiunga i 16° C, cosa che non avviene con il doppio vetro (singola vetrocamera).
UMIDITA' DELL'ARIA
Anche lei la conosciamo già, ma è comunque risaputo anche all'esterno che la temperatura percepita è più bassa (o più alta) di quella reale dell'aria quando il clima è umido. La stessa cosa avviene nei locali interni. Ma se abbiamo raggiunto il primo step probabilmente abbiamo già installato una VMC che controlla l'umidità interna, quindi questo parametro non ci dà più fastidio!
VELOCITA' DELL'ARIA
Sappiamo tutti che all'esterno quando c'è vento fa più freddo rispetto a quando non c'è. La stessa cosa avviene nei locali interni. Se ho spifferi attraverso i muri o i serramenti questi mi danno parecchio fastidio, specialmente se fuori c'è vento, perchè la velocità dell'aria interna aumenta.
Come si può controllare la velocità dell'aria interna e magari riducendola quasi a zero?
Andando ad intervenire su un'altra proprietà del nostro involucro di cui sicuramente non avrai mai sentito parlare: la TENUTA ALL'ARIA (linea verde lato interno nella figura)! Un altro dei 5 pilastri Passivhaus e necessaria per raggiungere la Classe Gold CasaClima.
Intervenire sulla tenuta all'aria dell'edificio significa andare a tappare tutti i "buchi" e gli interstizi del nostro involucro dove è ragionevole che possa passare aria dall'esterno verso l'interno, ma anche viceversa. Sicuramente è necessario sostituire i vecchi infissi con nuovi serramenti che assicurino una buona tenuta all'aria, ma anche progettare e verificare il montaggio di questi infissi. Altri passaggi d'aria possono avvenire in corrispondenza di travi in legno, battiscopa, canne fumarie, passaggi impiantistici tra interno ed esterno, tubazioni dell'impianto elettrico, ecc.
La tenuta all'aria infatti va progettata, non improvvisata in cantiere, esattamente come i ponti termici.
Inoltre può essere misurata con il Blower-Door Test, un test che simula l'effetto di un vento di circa 30-35 km/h, e può essere utile per andare ad individuare i punti deboli dove vi è un significativo passaggio d'aria.
Una buona tenuta all'aria avrà anche come diretta conseguenza un buon comfort acustico.
IRRAGGIAMENTO
Anche questo è un parametro facile da capire: se c'è il sole fa più caldo, se non c'è il sole fa più freddo, anche a parità di temperatura dell'aria, perchè siamo in presenza (o assenza) di una sorgente irraggiante.
Ad esempio anche un caminetto interno, o un impianto radiante, oppure lo stesso sole che entra dalle finestre. In inverno i raggi solari che entrano dalle finestre sono riscaldamento gratuito, ma possono anche dare fastidio se eccessivi, mentre d'estate sono sicuramente svantaggiosi per il nostro comfort.
Ecco perchè va studiato un adeguato sistema di ombreggiamento alle finestre, fisso con sporti, o meglio ancora mobile con oscuranti, per evitare il surriscaldamento interno in estate, che comporta discomfort e costi eccessivi per il raffrescamento.
Riassumendo, nello STEP 2 relativo al Comfort interno, è necessario:
- aumentare l'isolamento dello STEP 1 su tutte le superfici e i ponti termici verso esterno, verso locali non riscaldati e verso il terreno fino a raggiungere temperature superficiali superiori ai 16° C
- installare nuovi infissi con triplo vetro
- intervenire sulla tenuta all'aria
- adottare sistemi di oscuramento fissi o mobili
STEP 3: Impianti innovativi
Bene! Direi che il tuo edificio è già perfetto, con lo STEP 1 l'hai reso salubre, mentre con lo STEP 2 l'hai reso confortevole, cos'altro vuoi di più? Effettivamente è proprio così, hai già fatto il 90% di quello che puoi fare perchè, se non te n'eri ancora reso conto, l'involucro è quello che ti dà i maggiori benefici, non l'impianto! Eh infatti, ma l'impianto? Perchè non ne abbiamo ancora parlato? Perchè se hai raggiunto lo STEP 2, e quindi hai isolato molto bene tutte le superfici, magari hai raggiunto anche la certificazione Passivhaus o la Classe Gold CasaClima, l'impianto è l'ultimo dei tuoi pensieri. La tua casa consumerà talmente poco che si può scaldare con un phon! (cit. Passivhaus). Infatti l'impianto è quel sistema attivo che compensa le dispersioni termiche dell'involucro verso l'esterno, verso locali non riscaldati e verso il terreno. Ma una casa tipo di 100 mq ben isolata può tranquillamente arrivare a consumare 1000 W in inverno (10 W al mq). A quel punto puoi scaldare e raffrescare la tua casa solo con la VMC e una pompa di calore da 1,5 kW, dimenticandoti di tutti i costosi lavori per realizzare il famoso riscaldamento a pavimento o la famosa pompa di calore da 12 kW che vuole venderti l'idraulico di tuo cugino, a cui devi aggiungerti un secondo impianto canalizzato per il raffrescamento estivo. Se si riscalda/raffresca con la VMC si parlerà di VMC termodinamica, o di Aggregato Compatto, se la VMC termodinamica è abbinata ad un accumulo per l'ACS (Acqua Calda Sanitaria). Avendo un unico impianto che gestisce tutti i tuoi bisogni (VMC, caldo, freddo e acqua calda) non dovrai avere 4 app e 10 termostati, o non sapere chi chiamare quando (sicuramente) si rompe qualcosa.
Se invece hai raggiunto solo lo STEP 1 perchè il tuo budget non ti permette di andare oltre in questa fase, puoi tranquillamente tenerti il tuo vecchio impianto a caldaia a radiatori, se funzionante, oppure semplicemente manutentarlo, se non funzionante. Perchè avrai comunque già abbassato le bollette, aumentato la classe energetica e il comfort, riducendo la potenza (kW) necessaria per riscaldare il tuo edificio. E un domani, quando l'Europa ti costringerà a cambiare la caldaia con una pompa di calore, potrai sicuramente farlo, andando a far funzionare i vecchi radiatori a bassa temperatura, tanto sono già maggiorati, poiché dimensionati per l'edificio quando non aveva nessun isolamento. O magari nel frattempo, avrai deciso di intervenire con lo STEP 2 per aumentare il comfort della tua casa, e quindi potrai installare una VMC termodinamica o un aggregato compatto.
Come avrai capito è l'involucro che decide l'impianto, non l'idraulico! Certamente in una casa poco isolata l'impianto radiante (a pavimento, soffitto o parete) assicura una diffusione delle temperature dell'aria più omogenea rispetto ai radiatori, e una buona inerzia termica, ma se la casa è ben isolata diventa controproducente avere un impianto poco reattivo, che non modifica velocemente le temperature interne. In questo caso sono comunque meglio i radiatori!
Quanto alla pompa di calore: è vero che fa fare un grosso salto alla classe energetica del tuo immobile, perchè la metodologia di calcolo italiana la premia molto, ma le tue bollette non faranno lo stesso salto verso il basso, anzi nella maggior parte dei casi spenderai le stesse cifre come con la caldaia. Questo perchè da un lato la pompa di calore è più efficiente, ma dall'altro il prezzo dell'energia elettrica in Italia è molto più alto di quello del gas. Certamente vedremo nel prossimo step come la pompa di calore possa abbattere le emissioni di Co2, ma è bene sapere che anche la pompa di calore da sola non è la medicina per tutti i mali del mondo. Inoltre la classe energetica non è indicativa dei consumi reali dell'edificio: infatti due case entrambi in classe A4 possono avere fabbisogni (e quindi consumi) molto diversi.
Riassumendo, nello STEP 3 relativo agli Impianti innovativi:
- se hai raggiunto solo lo STEP 1 puoi tranquillamente risparmiare e mantenere il vecchio impianto termico, oppure scegliere il sistema radiante e il generatore su misura per il tuo involucro
- se hai raggiunto lo STEP 2 ti consigliamo una VMC termodinamica o un Aggregato Compatto
STEP 4: SOstenibilità ambientale
Ora che avrai soddisfatto tutti i tuoi bisogni di salubrità, comfort e risparmio economico, sia iniziale che futuro e aumentato di molto la classe energetica del tuo immobile, c'è ancora un altro gradino che puoi raggiungere. Ragionando in termini di sostenibilità negli step precedenti abbiamo già fatto un grande lavoro in termini di riduzione di emissioni di Co2, riducendo la necessità di energia per riscaldare e raffrescare il nostro edificio. Ora possiamo intervenire su tre aspetti:
- installare generatori senza emissioni di Co2 (pompe di calore)
- integrare l'impianto termico con fonti rinnovabili (fotovoltaico, geotermico, solare termico, eolico)
- utilizzare materiali isolanti a basso impatto ambientale
POMPE DI CALORE
Prima abbiamo detto che non basta sostituire la caldaia con una pompa di calore per abbattere i costi in bolletta, ma se inserita in un progetto intelligente, con un involucro ben isolato e un sistema di emissione personalizzato sull'involucro, generare calore con una pompa di calore può essere la soluzione migliore, anche per abbattere le emissioni di inquinanti in atmosfera e rispettare l'ambiente.
Rispetto alle caldaie per le pompe di calore è necessario calcolare la potenza più idonea sulla base sempre dei requisiti di fabbisogno termico dettati dall'involucro, mediante un calcolo termotecnico. Non è sufficiente una valutazione stimata dell'idraulico, se non si è fatto aiutare da un termotecnico.
FONTI RINNOVABILI
Possiamo dire che questa è la ciliegina sulla torta del nostro intervento di ristrutturazione e riqualificazione energetica. Perchè possiamo utilizzare delle fonti gratuite e pulite per sopperire a quel poco di riscaldamento/raffrescamento che ci serve per il nostro edificio ben isolato.
Prima abbiamo ridotto al minimo la necessità di energia, e poi siamo andati a prenderci l'energia che è già sempre disponibile sul nostro pianeta, senza inquinare per produrne. Meglio di così non si può, e anche il nostro portafoglio può dormire sonni tranquilli.
Non ha invece nessun senso pensare come prima cosa di installare un impianto fotovoltaico, quando magari ho una caldaia a gas, che è la mia prima fonte di consumo, oppure ho un budget limitato che mi impedisce poi magari di raggiungere almeno lo STEP 1. Meglio progettare la copertura per una sua predisposizione, e pensare di installarlo in uno step di ristrutturazione futuro, concentrandosi su interventi più importanti, o addirittura obbligatori.
MATERIALI ISOLANTI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE
Abbiamo parlato tanto di isolamenti, senza mai parlare di materiali isolanti. Se hai una spiccata attenzione verso le tematiche ambientali, saprai sicuramente che i materiali a derivazione petrolifera sono molto più inquinanti durante tutto il loro ciclo di vita rispetto a materiali naturali che sono già disponibili sul nostro pianeta. Per questo è importante ai fini della sostenibilità ambientale valutare il valore di GWP (Global Warming Potential) nella scheda tecnica di ciascun materiale. Su questo tema si inserisce la certificazione CasaClima Nature che premia l'utilizzo di materiali a ridotto GWP.
Certamente un isolante in fibra di legno sarà preferibile rispetto ad un polistirene estruso comunemente utilizzato. Purtroppo in questo caso ad una sostenibilità ambientale maggiore si abbina un costo più elevato ed una minore performance di isolamento.
Se sei arrivato a leggere fin qui significa che sei veramente interessato a riqualificare con intelligenza la tua casa, evitando annunci pubblicitari fuorvianti e scegliendo accuratamente dove spendere il tuo budget. Per questo ti consiglio di compilare il form qui sotto per metterti subito in contatto con noi e iniziare a ragionare insieme su quale step è più indicato per il tuo budget!