Casa EF


Ristrutturazione
Padova (PD) - Arcella
2023

Foto di DANIELE VALENTE

Il progetto di recupero di questa porzione di schiera degli anni '30 è stato caratterizzato da una forte presenza storica preesistente, distinguibile nei dettagli decorativi della facciata esterna, così come nelle pavimentazioni interne in tavolato di legno grezzo.

L'intervento di restauro della facciata ha però voluto inserire due note distintive dal carattere contemporaneo: l'acceso colore ottanio dei nuovi scuri in okoumè e il minimalismo delle nuove finestre in alluminio. L'ottanio acceso dei nuovi scuri risulta allo stesso tempo giocoso ed elegante, in abbinamento al colore pesca della parete. Le finestre in alluminio, con i loro sottili profili neri del telaio, che quasi si confondono con i pannelli di vetro a bassa emissione, creano una superficie eterea, che sembra scomparire al riflesso del cielo.

All'interno, seguendo un fil rouge con i colori della facciata esterna, ritroviamo l'arancio, il crema e il blu.
Come all'esterno, gli interni guardano insieme all'epoca originaria di costruzione dell'edificio e alla contemporaneità, creando un mix di stili ricco, mai banale, e allo stesso tempo "cozy".
Il pavimento in piccole piastrelle di ceramica decorate richiama le cementine degli stessi anni '30, così come gli arredi vintage. La contemporaneità e il minimalismo si distinguono invece nella scala in microcemento colorato, utilizzato anche per i rivestimenti del bagno, negli inserti strutturali in acciaio grezzo lasciato al naturale, negli infissi in alluminio nero, nell'arredo della cucina.

Al primo piano il pavimento in tavolato grezzo è stato riportato al suo antico splendore dalle sapienti mani di un artigiano locale, mantenendo la sua tonalità naturale con una vernice trasparente all'acqua, ovvero priva di componenti tossiche.

FOCUS: Riscaldamento a soffitto

In questa abitazione uno dei punti fissi del progetto era il mantenimento e restauro della pavimentazione in tavolato grezzo del piano primo, ovvero quel tavolato che in quegli anni veniva semplicemente posato sopra le travi strutturali in legno del solaio e diventava esso stesso pavimento. Soluzione questa di una semplicità invidiabile rapportata ai solai che vengono costruiti attualmente, composti da minimo 4 strati, ognuno con la propria funzione: strato strutturale (solaio), strato impiantistico (alleggerito con tubazioni), strato di ripartizione (massetto),  strato di finitura (pavimento).

Non potendo intervenire a pavimento, e dovendo isolare termicamente il soffitto verso il sottotetto, si è scelto di realizzare un controsoffitto in cartongesso che integrasse sia uno strato di isolante in stiferite (più performante di altri isolanti, in modo da ridurre lo spessore necessario), sia il sistema di riscaldamento a soffitto. Nello stesso spessore è stato possibile poi far passare anche le tubazioni dell'impianto elettrico. Il sistema a soffitto, in abbinamento a una pompa di calore reversibile ad acqua, come in questo caso, è ottimo anche per il raffrescamento estivo.

Con questa soluzione si è riusciti ad assolvere 4 funzioni in unico strato, proprio come ci insegna il passato!